libri_aperti_ammassati_tra_loro

Le migliori lettere del 2015

Il 2015 è stato un anno nel complesso strano, ma davvero molto molto molto molto generoso per quanto riguarda le buone letture.
Ero molto tentata di fare una top list delle mie letture preferite, ma alla fine ho deciso di non farlo, essenzialmente perché sono pigra. E poi anche perché, tra l’abbondanza con cui sono stata baciata da belle parole, quattro titoli si sono comunque staccati in maniera nettissima, come credo sia naturale.

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Festa!!!

Il Capodanno è una cosa che mi manda regolarmente in paranoia, e mi stupisce essere riuscita a risolverlo piuttosto agevolmente, ovvero con un cenone vegano con il mio compagno in quel di Pisa, tranquillo e felice.

Evento di splendido auspicio, secondo me.

Harold Roux

Su Art a Part of Cult(ure) vi parlo di Harold Roux e dei suoi capelli.

E insomma, ci si legge di là :-)

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Spettri

Il titolo del post è ovviamente una licenza poetica, perché parlerò di un solo spettro: il mio spettro masticatorio.

Perché io ho un apparato temporo-mandibolare che è veramente di tutto rispetto, un caso di studio particolare e insolito, e che, a detta del mio gnatologo, probabilmente è di interesse specialistico in quanto al di fuori di ogni statistica; di fatto, proprio per questo motivo, i miei esami e lo studio del mio caso non mi costano molto.

estasi

Estasi. E tanto basta.

Il carattere che forse amo di più nel cinema di Luis Buñuel, aldilà della sua bonarietà ed umorismo, è forse il riuscire a mantenere il tono delle sue storie assurde (o meno assurde) a un livello di normalità. Come tutti i surrealisti, si potrebbe dire che il regista cerchi attraverso una data visione delle cose un aldilà laico e immanente, un luogo al di fuori di ogni convenzione e senso stabilito, che abbia una dimensione più interiore e personale che esterna; come a dire che non solo è il bello che vive negli occhi di chi guarda, ma che in questi stia proprio tutto ciò che può essere guardato (cosa che credo fermamente, e nel senso più generale possibile). In Buñuel interiore ed esteriore collidono e creano una realtà al contempo riconoscibile e alterata, dove intimo, pubblico, sociale e individuale si mescolano coerentemente e senza soluzione di continuità, dando luogo a una visione delle cose che comprende chi la guarda e chi la vive; e dove, ribadisco, la situazione esterna si specchia con quella interna, esacerbandola e rendendola al contempo rivelatrice e ambigua.

Onestamente, vedere Estasi di un Delitto come un’allegoria dell’impotenza sessuale mi sembra assai limitativo, perché sarebbe didascalico e anche un po’ banale, e il buon Luis non è né l’una né l’altra cosa; lo stesso dicasi per una lettura antiborghese dell’opera.

battler

Mors Tua, Vita Mea, Homo Homini Lupus; Battle Royale e il saper raccontare i luoghi comuni

All’inizio fu il libro (di Koushun Takami, scritto nel 1996 ma pubblicato nel ’99), poi venne il manga (nato nel 2000 dalla collaborazione dello stesso Takami con Masayuki Taguchi) e alla fine il film (dicembre del 2000); e invece per me il percorso è stato diverso, ovvero per primo venne il film (2001, e ce l’ho ancora, la versione vecchia, il DVD in giapponese con i sottotitoli in inglese; poi ho visto anche la versione aggiornata con le scene aggiunte), poi il romanzo e alla fine il manga.