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Nessun Luogo

È solo diventando niente che si può diventare scrittori.

Ieri è il terzo libro (o il quinto) che leggo di Agota Kristof; gli altri che ho letto sono La Trilogia della Città di K e la raccolta di racconti La Vendetta. Ho letto Ieri nel contesto dell’Italian Book Challenge, categoria di un libro che si legge in un giorno.
In realtà Ieri si legge in quattro-cinque ore. Forse meno. Parlarne però è molto complicato.

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Smarrirsi in una Selva Oscura

Ng Mui è la creatrice dello Wing Tsun, o Wing Chun, uno degli stili marziali più quotati per quel che concerne un approccio di autodifesa, in quanto flessibile e molto adattabile.

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Memorie dal Sottosuolo

Hanka mi annoia; quando penso alle donne… a parte la carne, che non è mai possibile possedere completamente, cosa hanno in comune con noi? Potrei essere amico solo di Electra. Ricordo sempre una sera che ero ubriaco e mi misi a chiacchierare con lei guardando una fotografia. Ha la faccia dell’intelligenza, un po’ sdegnosa, fredda, nascosta, eppure priva di complicazioni. A volte mi sembra che sia un essere perfetto e mi intimidisce; le cose sentimentali mie vivono solo quando sono al suo fianco. È tutto un po’ nebuloso, malinconico, come se fossi contento, al calduccio, e con una vaga voglia di piangere.

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Il cane che fa blablabla

Il Cane con Una Casa Sulla Testa è il libro illustrato che ho letto per l’Italian Book Challange; e tra i libri per bambini (dai tre anni in su, pertanto io ci rientro alla grande) è tra i miei preferiti, assieme a Elefante Più Elefante Meno (che introduce alla morte parlando della cacca – ma non sono sicura sul titolo perché purtroppo non l’ho comprato: mi ci imbattei ere geologiche fa e mi si stampò in cuore) e Stella dei Pirenei (che racconta la storia di un cane che dalla montagna si trasferisce in città con la sua padroncina, trovando in ambedue gli ambienti cose belle da poter ammirare – e questo ce l’ho).

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Le Belle Lettere

Scrivimi una lettera piena di pensieri; mi piacciono i pensieri in una lettera, non solo i fatti.

Ho letto Mio Carissimo Rospo per l’ Italian Book Challange, categoria epistolario.

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Ucronia

Se qualcuno mi chiedesse le mie osservazioni professionali sull’arte investigativa, parlerei solo di una verità universalmente riconosciuta: ogni volta che un detective si trova per le meni due casi allo stesso tempo, tali casi devono essere in qualche modo in rapporto tra loro.
La chiamo la Legge di Wolf.
Nei miei discorsi con me stesso, è un punto dibattuto il fatto che nessuno mi abbia mai chiesto le mie opinioni professionali nell’arte investigativa. Quel grosso babbeo di Gil Chesterton una volta disse che il criminale è l’artista, il detective è solo il critico. Era un cattolico moralista e non si perdeva mai un pasto o la possibilità di dire la sua. In questo, come in tutte le altre cose, si sbagliava. Io ero un artista, perché lo scopo dell’artista è far emergere l’ordine dal caos. Un criminale deturpa; un detective restaura. Se mi avessero chiesto le mie osservazioni, oso dire che sarebbero state una lettura appassionante e chiarificatrice. In realtà, avevo lavorato a intermittenza a un seguito del mio primo e finora unico libro, e in questo Zweite Buch, o Secondo Libro (lo chiamavo così in attesa di trovare un titolo), intendevo dedicare come minimo un capitolo ai miei metodi investigativi e al mio punto di vista sul crimine. Ero sicuro che sarebbe stato un contributo significativo alla comprensione della mente criminale.

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Cenere

Io ho una teoria secondo la quale se una donna vuole tenersi stretto un uomo basta che gli dica due cose: che crede in lui e che ha il cazzo grosso.  Non ci vuole altro.  Non c’è neanche bisogno che sia vero.

Mercoledì delle Ceneri non so a che punto sia delle mie letture per l’Italian Book Challange (credo nono, comunque) e l’ho messo nella categoria dei libri con la copertina blu.

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Magnifica Presenza

Quando avevo ventidue e o ventitré anni, in pratica pensavo che ogni frase che mi uscisse dalla penna fosse meravigliosa. E non sopportavo l’idea che non lo fosse. Perché a quel punto ti disintegri: cioè, o sei un fenomeno o fai schifo. Mentre adesso si tratta solo… sì, lo so che quello che sto per dire suonerà melenso e buonista, ma… adesso mi piace proprio il fatto di lavorare sulla pagina, in sé. Cioè, è proprio… mi fa sentire bene. Perché vedi, noi vogliamo continuare a fare questo lavoro qui per altri quarant’anni, no? E allora devo trovare un modo di godermelo senza farmene divorare, in modo da potermi rimettere ogni volta a scrivere altro. Perché avere trentaquattro anni e starmene seduto da solo in una stanza con un pezzo di carta davanti, questa per me è la vita reale. Tutto questo (indica il tavolo, il registratore, me) è carino, ma non è reale.

Auteur Jerzy Kosinski presenteert nieuw boek Duivelsboom
*23 mei 1973

Il Niente

Si lagnavano del fatto che quasi mai la donna dice all’uomo se è meglio o peggio degli altri con i quali si è trovata in intimità; ha paura di tradirsi. Questa è una barriera, sostenevano. Così l’uomo è condannato a non conoscersi mai come amante.
Mi venne in mente la ragazza che avevo io quando ero al ginnasio. Facevamo sempre l’amore quando i miei genitori erano fuori. Un giorno squillò il telefono; poiché si trovava sul comodino, risposi senza interrompere quello che stavo facendo e parlai un po’ con l’amico che aveva chiamato. Quando deposi il ricevitore, la ragazza disse che con me non avrebbe mai più fatto l’amore.
La sconvolgeva, disse, che io potessi avere un’erezione grazie a un semplice atto di volontà; come se dovessi solo allungare una gamba o flettere un dito. Sottolineò l’idea della spontaneità, sostenendo che dovevo averne bisogno, provare l’improvviso desiderio. Le dissi che questo non contava, ma lei rispose che contava, invece, affermando che se prendevo coscientemente la decisione di avere un’erezione, essa avrebbe ridotto questo atto a qualcosa di molto meccanico e ordinario.